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giovedì 29 luglio 2010

Wilhelm e i suoi modelli

Il barone Wilhelm von Gloeden nacque a Mecklenburg (Germania settentrionale) nel 1856.
Suo padre, morto quand'era ancora in tenera età, era un funzionario forestale a servizio del Granduca di Mecklenburg-Schwerin.
La madre di Wilhelm sposò, in seconde nozze, un politico conservatore di nome Joachim Wilhelm, barone von Hammerstein.
Dopo la scuola inferiore Wilhelm von Gloeden studiò storia dell'arte presso l'Università di Rostock, e pittura alla scuola d'arte di Weimar.
Nel 1878 si trasferì in Italia, per curare una malattia polmonare e si stabilì a Taormina, in Sicilia, che chiamerà in seguito il suo "paradiso in terra" dove, a quanto pare, riacquistò la salute e sicuramente il suo equilibrio erotico grazie anche al suo lavoro.
Fin dal 1880 Wilhelm si è dedicato alla fotografia di ragazzi nudi in ambienti bucolici, diventando un pioniere della fotografia "en plen air".
Ma la vera professione di fotografo iniziò solo a partire dal 1895, quando il suo patrigno perse la sua fortuna e di conseguenza Gloeden fu costretto a vivere del proprio lavoro.
In poco tempo riuscì a vendere le sue foto su larga scala. Fu aiutato in questa impresa, tra gli altri, dal granduca Federico Francesco III di Mecklenburg-Schwerin, che conosceva sin dall'infanzia e che era un grande ammiratore e collezionista del suo lavoro.





































 
Curiosamente, il suo mestiere non era "sotterraneo", come si potrebbe immaginare, considerando l'ipocrita atmosfera omofobica di oggi.
Molte delle immagini da lui fatte sono state pubblicate nelle principali riviste fotografiche del tempo ed esposte in mostre pubbliche, dove hanno conseguito diversi premi, e questo anche nella puritana Inghilterra di allora.
Per assurdo la prima esposizione monografica dedicata all'opera di Von Gloeden allestita in Italia risale solo al 1978, a Spoleto, in occasione del Festival dei Due Mondi e fu ritenuta "scandalosa"!
E' peraltro vero che la produzione artistica di Von Gloeden non comprendeva solo nudi, ma anche ritratti, paesaggi,quadri di genere e così via.
Anche se apparentemente non ha mai fotografato nulla di esplicitamente sessuale, le implicazioni erotiche delle sue foto nude sembrano essere sufficientemente chiare da rendere assolutamente stupefacente che qualcuno potesse vedere in esse null'altro che "studi etnografici di giovani indigeni dell'isola di Sicilia".
Attingendo alla tradizione dell'antichità classica, Von Gloeden ha presentato le sue foto come illustrazioni di Omero e Teocrito, il che era un sotterfugio utile per giustificare la nudità dei suoi modelli.
D'altro canto è estremamente affascinante, analizzare il rapporto a volte incongruente, tra il tentativo molto idealistico di abbinare il riposo equilibrato di statue classiche e la realtà naturale e sensuale del corpo di questi giovani contadini, pescatori e pastori.
Il talento di von Gloeden sta nell'ottenere dai suoi modelli di posare con grazia durante la composizione di scene, e nell'uso di filtri speciali per aumentare l'effetto voluto delle immagini.
Tematicamente analoghe alle opere di contemporanei, come suo cugino e maestro Wilhelm von Plüschow, le opere di von Gloeden sicuramente emergevano per la notevole capacità compositiva ed espressiva.
E'stato anche grazie al lavoro del fotografo che Taormina, fino a quel momento dimenticata e povera, è diventata una meta turistica importante, soprattutto per un certo tipo di turismo.....
Von Gloeden guadagnò talmente col suo lavoro che si permise di pagare e mantenere i suoi modelli aprendo diversi conti bancari a loro nome, tanto che si dice che ci siano ancora famiglie della zona che devono la
loro prosperità ai guadagni di qualche bisnonno modello del Barone.
Von Gloeden dovette lasciare la sua amata città nel 1915 quando l'Italia entrò nella prima guerra mondiale contro la Germania. La sua casa era tenuta da un ex modello, poi suo assistente, Pancrazio Bucini (detto il Moro), fino al suo ritorno nel 1919.
Ma il tempo del sogno greco era finito: molti dei modelli di von Gloeden avevano perso la vita in combattimento, inoltre era decisamente mutato il clima sociale, e diventati superflui gli ideali educativi presi in prestito dall'antichità.
Wilhelm von Gloeden morì nel 1931 a Taormina. Nei suoi giorni migliori, dal 1890 al 1914, era stato così produttivo che il corpus completo delle sue opere è stato stimato essere intorno a 7.000.

1 commento:

  1. Bel Blog complimenti! E bellissimo ed interessante post! non c'è da meravigliarsi dello scandalo suscitato in Italia: tiu ricordo che c'èa ncora molta ignoranza nel distinguere omosessualità da pedofilia..figurati!
    Federico

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